FAQ - domande e risposte

Partita Iva

Come si apre la partita IVA?

Per aprire la Partita Iva è necessario rivolgersi all'Agenzia delle Entrate. I lavoratori autonomi devono utilizzare il modello AA9/10 che è reperibile sia online sul sito www.agenziaentrate.gov.it sia presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate del proprio comune.

A chi si presenta il modello AA9/10?

Il modello AA9/10 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di inizio attività in una delle seguenti modalità:

  • in duplice esemplare direttamente (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate
  • in unico esemplare a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui risultano spedite
  • in via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica.

Le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Quali sono i regimi di partita IVA?

  • Ordinaria: viene aperta dai professionisti che non hanno i requisiti per avvalersi di un regime agevolato o che presumono di avere un reddito non superiore ai 30.000,00 euro lordi annui o che non hanno i requisiti per avvalersi di un regime agevolato. La tassazione è commisurata alla fascia di reddito, uguale a quella che hanno i lavoratori dipendenti.
  • Regime per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità: dal 1° gennaio 2012 i giovani imprenditori, i disoccupati e i  lavoratori in mobilità che iniziano  una nuova attività possono adottare un regime fiscale di vantaggio che prevede un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali pari al  5%. Possono accedere al nuovo regime anche coloro che hanno intrapreso un'attività a regime agevolato dopo il 31 dicembre 2007.

Quali sono i requisiti per avvalersi del regime per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità?

  • Il contribuente nell'anno precedente deve aver conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000,00 euro, non aver avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto), non aver effettuato cessioni all'esportazione, non aver erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro; Il limite dei 30mila euro di ricavi o compensi deve essere rapportato all'anno (ad esempio, per una nuova attività che inizia il 1° settembre 2012 il limite è di 10mila euro, ossia i 4/12 di 30mila).
  • nel triennio precedente non aver effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15mila euro (per quelli utilizzati soltanto in parte nell'ambito dell'attività di impresa o di lavoro autonomo si considera un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi)
  • inizia l'attività e presume di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2).

Quanto dura il regime agevolato per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità?

Il regime di vantaggio dura 5 anni dal periodo d'imposta di inizio dell'attività.  I contribuenti sotto i 35 anni di età possono, invece, continuare a usufruire del regime di vantaggio oltre i 5 anni, fino al compimento del 35esimo anno.

ENPAPI

Cos'è ENPAPI? Chi sono i soggetti obbligati ad iscriversi ad ENPAPI?

Sono obbligati ad iscriversi ad ENPAPI gli Infermieri, gli Infermieri Pediatrici e gli Assistenti Sanitari iscritti ai relativi Albi Provinciali IPASVI che esercitano l'attività libero professionale in forma singola o associata senza vincolo di subordinazione anche sotto forma di prestazione non abituale o collaborazione coordinata e continuativa, ovvero in una qualsiasi forma diversa da quella subordinata.
L'obbligo sussiste anche se il libero professionista svolge attività di lavoro dipendente.

Cosa si intende per contributo integrativo?

Gli iscritti ad Enpapi, conformemente a quanto previsto dall'art. 8, comma 3 D.Lgs. 10/2/1996 n. 103 devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell'attività. A partire dal 2012 la maggiorazione è pari al 4% ed è riscossa direttamente dal libero professionista, diversamente, nei confronti della Pubblica Amministrazione, tale maggiorazione rimane fissa al 2%.

Cosa si intende per contributo soggettivo?

Il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto a partire dal 01/1/2012 è pari al 12% del reddito professionale netto derivante da lavoro autonomo.

Cosa si intende per incompatibilità per il dipendente di un ente pubblico, di svolgere altra o stessa professione per conto di altri o individualmente?

Tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ivi inclusi quelli del Comparto Sanità e, in specie, gli infermieri, non possono svolgere la cd. doppia attività, né in proprio, né alle dipendenze di terzi.
Tuttavia qualora il dipendente abbia un rapporto di lavoro a tempo parziale inferiore al 50%, o sia stato preventivamente autorizzato dall'amministrazione datrice di lavoro, anche se assunto a tempo pieno, può esercitare un'altra attività lavorativa e professionale, subordinata o autonoma anche mediante l'iscrizione ad albi professionali. In entrambi i casi il presupposto comune per la liceità del cd. cumulo di impieghi è l'assenza del conflitto d'interessi cui, nel secondo, si aggiunge anche l'obbligo di specifica autorizzazione dai competenti organi "secondo criteri oggettivi e predeterminati, che tengano conto della specifica professionalità, tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto che di fatto, nell'interesse del buon andamento della pubblica amministrazione".

Cosa si intende per assicurazione sulla responsabilità civile?

Nell'esercitare una qualsiasi attività vi è la possibilità di recar danno ad altri, in particolare per un Infermiere il rischio è molto elevato in quanto assiste persone, e per tale motivo è necessario avvalersi di un'assicurazione di responsabilità civile verso terzi.
Esistono diverse compagnie assicuratrici che propongono questa forma assicurativa; la Federazione Nazionale dei Collegi degli Infermieri ha stipulato una convenzione con una compagnia assicurativa, che consente la stipula di una polizza "Responsabilità civile Professionale" al fine di assicurarsi per responsabilità civile verso terzi al costo di 48,00 euro l'anno, ottenendo una copertura per un massimale di 2.000.000,00 di euro per anno e per assicurato, retroattività di 3 anni e garanzia postuma automatica inclusa per 12 mesi, trascorsi i quali è acquistabile un ulteriore periodo di garanzia di 48 mesi.

Quali sono i documenti da presentare per l'iscrizione ad ENPAPI?

L'infermiere libero professionista deve presentare, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, i seguenti documenti: domanda di iscrizione (scaricabile dal sito di Enpapi) copia fronte/retro di un documento di identità valido. Tutta la documentazione va inviata entro e non oltre 60 giorni dall'inizio dell'attività libero professionista al seguente indirizzo: ENPAPI Via Alessandro Farnese 3, 00192 Roma.

Entro che data va presentata la domanda di iscrizione ad ENPAPI?

La domanda di iscrizione ad Enpapi va presentata entro e non oltre 60 giorni dalla data di inizio dell'attività libero professionale, pena sanzioni. L'Ente, dopo aver accertato tutti i requisiti, comunicherà la conferma dell'avvenuta iscrizione, il numero di matricola e le prime informazioni relative agli adempimenti previsti dal Regolamento di Previdenza.

In caso di invio tardivo della domanda di iscrizione ad ENPAPI si incorre in sanzioni?

Il Regolamento di Previdenza all'art. 9 stabilisce una sanzione per omesso invio della domanda di iscrizione entro il termine di 60 giorni pari a 100,00 euro. Nel caso di iscrizione entro i successivi 30 giorni la sanzione si riduce a 20,00 euro.

Cosa si intende per obbligo di comunicazione del reddito professionale?

Tutti i soggetti iscritti ad Enpapi hanno l'obbligo, entro il 10 di settembre di ogni anno, di comunicare all'ente l'ammontare del reddito netto professionale ed il volume d'affari o corrispettivo lordo derivante dall'attività professionale e dichiarati ai fini IRPEF per l'anno precedente.

In caso di invio tardivo della comunicazione del reddito si incorre in sanzioni?

Il regolamento di Previdenza all'art. 10 stabilisce una sanzione per ritardato invio della comunicazione pari a euro 10,00 se la comunicazione è inviata nei successivi sette giorni dalla scadenza; pari a 50,00 euro se la comunicazione è inviata tra l'ottavo e il novantesimo giorno successivi alla scadenza; oltre il novantesimo giorno si applica una sanzione pari a 100,00 euro.

Come si versano i contributi?

Il contribuente annualmente deve corrispondere cinque rate di pari importo, costituite dai contributi minimi per l'anno in corso e un anticipo del saldo dovuto per l'anno precedente e una sesta rata pari al conguaglio tra le somme di cui sopra già versate e quanto dovuto complessivamente a titolo di contributo soggettivo ed integrativo sulla base delle dichiarazioni dei redditi netti professionali e dei volumi d'affari. Gli acconti devono versarsi in cinque rate con scadenza il 10 del mese di febbraio, aprile, giugno, agosto e settembre. La sesta rata deve essere versata entro il 10 dicembre.
L'ente provvede ad inviare a ciascun iscritto appositi bollettini MAV in tempo utile per effettuare i versamenti alle scadenze previste.

Cosa si intende per esonero alla contribuzione?

L'Infermiere libero professionista che cessa o sospende l'attività professionale può presentare domanda di esonero alla contribuzione su apposito modulo scaricabile dal sito di Enpapi, allegando documento di identità. L'esonero ha effetto dal primo giorno del mese successivo alla cessazione dell'attività. Durante il periodo di esonero l'iscritto non matura anzianità contributiva e non ha diritto ad usufruire delle prestazioni di maternità e di assistenza.
Qualora il soggetto alla presentazione della domanda di esonero non abbia maturato almeno cinque anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di vecchiaia può chiedere la restituzione dei contributi versati con conseguente cancellazione della posizione contributiva.
Le somme rimborsabili sono pari al montante dei contributi soggettivi versati.

E' possibile chiedere la ricongiunzione dei periodi di contribuzione previdenziali maturati in diverse gestioni previdenziali?

Solo l'iscritto che abbia maturato almeno cinque anni di effettiva contribuzione può chiedere il riscatto dei contributi versati nelle precedenti gestioni. Il contribuente, regolarmente iscritto ad Enpapi al momento della presentazione della domanda, deve presentare domanda all'Ente, questo promuoverà il procedimento verso l'altro Ente/i a cui era precedentemente iscritto il professionista. La ricongiunzione può essere richiesta solo una volta. In questo caso si parla di ricongiunzione in entrata.
Il contribuente può chiedere anche la ricongiunzione in uscita, ovvero chiedere all'Ente a cui è iscritto, il trasferimento dei contributi versati in precedenza ad Enpapi. In tal caso la domanda va presentata alla Gestione previdenziale presso la quale si è iscritti e non ad Enpapi.
L'ammontare dei contributi da trasferire è pari alla somma dei contributi previdenziali versati maggiorati dell'interesse composto al tasso annuo del 4,50% a decorrere dal primo giorno dell'anno successivo a quello cui si riferiscono e fino al 31 dicembre dell'anno immediatamente precedente a quello in cui si effettua il trasferimento.

Sono deducibili i contributi soggettivi ed integrativi versati ad Enpapi?

I contributi soggettivi e di maternità sono fiscalmente deducibili ai fini dell'Irpef. Il contributo integrativo invece non è deducibile.

E' possibile riscattare i periodi di studio?

I contribuenti, in regola con tutti i versamenti possono presentare domanda di riscatto dei periodi di studio relativi:

  • il conseguimento del diploma Universitario,
  • il conseguimento di diplomi ed attestati equipollenti,
  • il conseguimento della Laurea in Infermieristica e Laurea specialistica in Scienze infermieristiche,
  • la partecipazione ai Master di Primo e di Secondo livello

La domanda, scaricabile dal sito di Enpapi, deve essere inviata a mezzo raccomandata A.R. o consegnata direttamente presso gli uffici dell'Ente, allegando certificazione dalla quale risulti il conseguimento del titolo, la data in cui è stato conseguito, la durata legale del corso di studi e la sua collocazione temporale; e fotocopia di un documento di identità valido.

Quali sono i soggetti che possono ottenere la riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo?

I soggetti che beneficiano della riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo:

  1. svolgono, oltre alla libera professione, anche attività di lavoro dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale (part-time) con orario di lavoro inferiore o pari alla metà del tempo pieno (riduzione per contestuale lavoro dipendente);
  2. rimasti inattivi per almeno sei mesi continuativi nel corso dell'anno solare (riduzione per inattività professionale);
  3. gli iscritti che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età all'atto della prima iscrizione all'Ente (riduzione per età);
  4. gli iscritti, titolari di partita IVA, per i primi 4 anni di iscrizione all'Ente.

Le riduzioni non sono tra di loro cumulabili e si applicano solo al contributo soggettivo minimo.

ECM

Cosa si intende per ECM?

L'Educazione Continua in Medicina, introdotta con decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 art. 16 e segg. serve a mantenere, sviluppare ed incrementare le conoscenza, le competenze e le performance degli operatori della sanità. In particolare il programma nazionale di E.C.M., riguarda tutto il personale sanitario, medico e non medico, dipendente o libero professionista, operante nella Sanità, sia privata che pubblica.

Cosa sono i crediti formativi ECM?

I crediti formativi forniscono una misura dell'impegno e del tempo che ogni operatore della Sanità ha dedicato annualmente all'aggiornamento e al miglioramento del livello qualitativo della propria professione. Il credito è riconosciuto in funzione sia della qualità dell'attività formativa che del tempo ad essa dedicato.

Quanti crediti formativi sono necessari per il triennio 2011-2013?

L'Agenas in data 06/04/2012 ha dichiarato che nel corso del triennio 2011-2013 ogni operatore sanitario deve acquisire 150 crediti formativi così distribuiti: 50 crediti/anno (minimo 25 e massimo 75 per ogni anno) per un totale di 150 nel triennio. Vi è la possibilità per tutti i professionisti sanitari di riportare dal triennio precedente fino a 45 crediti formativi.
E' previsto uno sconto di 10 crediti formativi in favore di colore che negli ultimi tre anni (2008-2011) hanno accumulato almeno 90 crediti formativi.

In che modo i crediti ECM possono essere ottenuti dagli operatori della sanità?

Gli operatori della sanità possono ottenere i crediti ECM attraverso gli eventi formativi residenziali (congressi, conferenze, seminari) e attraverso i corsi a distanza (FAD) accreditati dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC), dalle Regioni o dalle Province autonome. I crediti ECM erogati dai corsi FAD rilasciati da provider accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome sono riconosciuti solo per i professionisti che operano sul territorio dell'ente accreditante.

Che tipologia di corsi è possibile frequentare?

I crediti formativi possono essere acquisiti partecipando a corsi FAD - formazione a distanza, corsi RES - corsi residenziali, corsi FSC - formazione sul campo. Gli infermieri  possono acquisire con tipologia FAD fino al 60% dei crediti formativi.

Sono previste sanzioni per la mancata formazione ECM?

La Manovra Finanziaria di agosto decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, art. 3, comma 5 lettera b) stabilisce "previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione".

Quali sono i casi di esonero dall'obbligo dell'ECM?

Sono esonerati i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (astensione obbligatoria), e successive modificazioni; il personale sanitario che frequenta, in Italia o all'estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza).

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